23 September 2026 · Salone artigianato

L’Arsenale di Venezia accoglie 163 maestri del saper fare

L’Arsenale di Venezia accoglie 163 maestri del saper fare

Da giovedì 1 a domenica 4 ottobre 2026, l’Arsenale di Venezia torna a ospitare il Salone dell’Alto Artigianato Italiano, la manifestazione che riunisce maestri artigiani, manifatture d’eccellenza e laboratori da tutta Italia in un percorso espositivo dedicato alla qualità del fare. Tra vetri soffiati di Murano, ceramiche artistiche, gioielli realizzati su misura, alta sartoria, lavorazioni del marmo, illuminazione di design, restauro di auto d’epoca e tradizioni veneziane reinterpretate in chiave contemporanea, il Salone racconta la ricchezza di saperi, tecniche e materiali che rendono unico il patrimonio artigianale italiano.

Per quattro giorni, le Tese delle Nappe e le Tese di San Cristoforo (89, 90, 91, 92, 93, 98, 99 e 100) accoglieranno un articolato percorso espositivo dedicato alla creatività, alla maestria tecnica e alla capacità di innovazione degli artigiani provenienti da tutta Italia. La quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, promossa dal Comune di Venezia e organizzata da Vela Spa, riunirà 163 espositori: circa novanta partecipanti di ritorno e numerosi nuovi ingressi, mentre una quarantina sono gli artigiani veneziani, a testimonianza del legame profondo tra la città e il suo patrimonio manifatturiero.

La Tesa 113 ospiterà i progetti speciali di MUVE Academy, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, frutto delle collaborazioni con scuole e istituzioni culturali nazionali: un ponte tra tradizione artigiana e formazione delle nuove generazioni.

Il Salone celebrerà l’artigianato in tutte le sue forme, offrendo un caleidoscopio di categorie che spaziano dalla gioielleria all’arredo, dalla ceramica alla liuteria, dalla lavorazione dei metalli al restauro conservativo, fino alle arti della carta, della tessitura e della sartoria. Oltre cento dimostrazioni dal vivo permetteranno ai visitatori di osservare da vicino la potenza evocativa del gesto artigiano, scoprendo tecniche tramandate nei secoli e sperimentazioni contemporanee che rinnovano la tradizione.

Passeggiando tra Tese e Nappe, il pubblico sarà accompagnato in un percorso che va oltre l’esposizione dei manufatti, entrando in contatto con storie di passione, trasmissione del sapere e innovazione sostenibile. I maestri artigiani racconteranno processi creativi, tecniche e lavorazioni che custodiscono un patrimonio culturale unico, trasformando la visita in un’occasione di conoscenza e confronto diretto. Un viaggio attraverso materiali come fuoco, terra, pietra, metallo e legno, che prendono forma in sculture, arredi, complementi decorativi e opere uniche.

Accanto alle realtà veneziane, il 2026 accoglierà nuove eccellenze provenienti da tutta Italia. Nel settore del mosaico arriva da Firenze Pitti Mosaici, con opere che reinterpretano la tradizione fiorentina in chiave contemporanea. La ceramica si arricchirà delle lavorazioni di Ceramiche Sun Light di Clara Maria Rita Marletta, da Enna, mentre l’arredo contemporaneo troverà nuove interpretazioni con Cube3 Srl da Villafranca Padovana e con Riva Industria Mobili Spa, storica realtà di Cantù. Dalla provincia di Vicenza giungerà Laboratorio Forgia, specializzato nella lavorazione del metallo, mentre il mondo dei motori incontrerà l’artigianato grazie ad AC Motorsport Srl, da Vigodarzere, con progetti di restauro di auto d’epoca legati alla tradizione del preparatore Michelotto.

Il panorama creativo si amplierà con le opere di Elitza Ghetova da Padova e con le sperimentazioni di Officina Eclettica e di Maria Grazia De Paolis, entrambi atelier di Treviso. Dalla Sicilia arriverà Coralli e Preziosi di Alfonso Graffeo, con lavorazioni ispirate alla tradizione trapanese, mentre Truman’s of Europe, da Tombelle di Saonara, porterà la propria esperienza nel settore calzaturiero. Nel campo del legno e dell’intaglio a Venezia approderà Il Nido del Picchio di Simone Sgualdini da Staranzano (Gorizia), mentre Franca Bragagnolo, da Castelfranco Veneto, presenterà creazioni tessili che uniscono ricerca materica e sensibilità cromatica. Da Prato giunge Zanini, che crea paesaggi olfattivi, gli “smellscapes”, che combinano profumi, odori e sensazioni di luoghi fisici e immaginati con l’obiettivo di evocare esperienze e suscitare emozioni.

Esporranno al Salone i veneziani Tenda Arredo di Luca Odessa, Riviera Art di Edoardo Occelli e Gondolina Shoes, che confermano la vitalità dell’artigianato locale e la sua capacità di dialogare con le nuove tendenze.

Grandi stiliste e manifatture venete e nazionali presenteranno collezioni di abbigliamento, accessori, kimono, scarpe e borse nate dalla lavorazione manuale di velluti e sete pregiate, reinterpretando antiche tecniche di tintura e stampa tessile (tra queste, la fiorentina Diamantina Palacios che con il suo lavoro di textile design crea pezzi atemporali, durevoli e con un’anima, e i veneti Awadena di Eva Polini, Jeans Décor di OngaroLab e Cristina Secco).

I visitatori avranno l’occasione di incontrare maestri orafi (come l’abruzzese Montaldo Gioielli e il veneziano Andrea Zecchin) che si distinguono per il carattere personalizzato e la lavorazione contemporanea. Dai monili realizzati su misura al taglio di diamanti e pietre preziose, l’esposizione offre gioielli non prodotti in serie, carichi di valore simbolico e realizzati con tecniche di fusione e sbalzo tradizionali.

I maestri vetrai porteranno all’Arsenale la magia della tradizione veneziana. Saranno presenti fornaci (come 4Glass Murano) specializzate nella lavorazione su misura di vasi, sculture, i tipici “goti” e maestosi lampadari classici e moderni, oltre alle tecniche di restauro conservativo per illuminare ambienti esclusivi nel rispetto dell’autenticità.

Tra le presenze immancabili spiccano le perle veneziane, riconosciute come Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Un’arte antica che vive grazie alle impiraresse e ai maestri del vetro a lume, capaci di trasformare una canna di vetro incandescente in minuscole gemme colorate. Al Salone, questo sapere sarà raccontato da artigiani che custodiscono tecniche secolari e da realtà impegnate nella loro tutela, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare dal vivo la creazione delle perle e di comprenderne il valore culturale.

L’arte ceramica si esprime attraverso lavorazioni interamente manuali (tecniche a pizzico, colombino e lastra) fuse con la sperimentazione. Laboratori come AleArtCeramics mostrano pezzi unici arricchiti da stampe botaniche ricavate da foglie ed erbe, smalti formulati in laboratorio e impreziositi da finiture in oro e lustri a terzo fuoco mentre la friulana Stefania Zoppellaro crea opere uniche in ceramica Raku, modellate a mano, secondo un’antica tecnica giapponese che unisce terra, fuoco, aria e acqua, o la bolzanina Nevenka Martinello che realizza lampade e vasi con tecniche di cottura alternative come il Raku Nudo e il Saggar Firing.

L’uso di tecniche nobili come l’acquaforte applicata al marmo (Akros – LeAcqueforti) e la lavorazione sartoriale delle pietre naturali per l’arredamento di pregio (Armonia Marble) mettono in luce come la pietra sappia trasformarsi in rivestimenti e complementi d’arredo eleganti per dimore storiche, yacht e boutique hotel.

La sostenibilità attraversa molte delle proposte: dalle briccole veneziane recuperate e trasformate in arredi di design, ai tessuti d’archivio riutilizzati per borse e accessori, fino alle ceramiche realizzate con smalti sperimentali formulati in laboratorio. La liuteria, con la selezione manuale dei legni di risonanza, testimonia la continuità di tecniche rinascimentali, mentre la carta – lavorata con antiche tecniche e reinterpretata in forma contemporanea – racconta l’arte di far galleggiare il colore sull’acqua per creare motivi e oggetti irripetibili.

La campagna informativa del Salone dell’Alto Artigianato Italiano è sostenuta dal progetto “Venezia e la sua laguna: gestione e valorizzazione dei flussi turistici” finanziato dal Ministero del Turismo per la valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Il Salone, che ha ottenuto dalla Regione Veneto la certificazione di fiera di rilevanza nazionale, alla sua prima edizione ha anche ricevuto dall’ente RINA la certificazione ISO 20121:2024 che attesta che l’evento è gestito secondo i principi della sostenibilità.

 

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