Cinque dizionari acromi sovrascritti disposti a formare una piccola scala all’interno di un grande cubo bianco senza due lati, struttura che ha una forte assonanza con le scatole senza fondo che sono uno degli elementi ricorrenti nella produzione dell’artista. È l’opera di Simone Meneghello “Piccola scala della conoscenza”, la nuova installazione permanente realizzata dall’artista milanese, da tempo residente a Padova, per lo Spazio Thetis, all’Arsenale di Venezia.
L’installazione, in collaborazione con l’architetto Amedeo Giordano di B-Lab che ha ideato Unibox, il grande cubo bianco che accoglie l’opera, sarà inaugurata giovedì 1 ottobre alle ore 18 nel giardino dello Spazio Thetis. Nella collezione d’arte contemporanea veneziana sono presenti altri due lavori permanenti di Meneghello, Il sentiero di Marco Polo e Le colonne della conoscenza.
“La Piccola scala della conoscenza può essere letta come salita o discesa, ma in entrambe le direzioni non conduce altrove: incontra il muro o il pavimento, il proprio limite e, infine, se stessa. Lo spazio si attiva attraverso una scala composta di cinque dizionari, elemento che trasforma il linguaggio in struttura, attraversamento e dispositivo simbolico di accesso”.
Sul piano concettuale, l’installazione pone una domanda radicale: “se il linguaggio possa realmente condurre alla conoscenza o se ciò che chiamiamo conoscenza rimanga necessariamente interno alle strutture attraverso cui cerchiamo di formularla. I dizionari, strumenti attraverso i quali il linguaggio tenta di nominare, definire e ordinare il mondo, diventano così i gradini di un percorso che conduce il codice fino al punto della propria insufficienza”.
“Piccola scala della conoscenza” incontra così idealmente “il proprio limite”, ma questi – dice Meneghello – “non viene presentato come una conclusione. Diventa una soglia. Oltre di essa il linguaggio, il pensiero e la rappresentazione non possono accompagnarci: il tentativo di attraversarla appartiene, nel lavoro, non alla comprensione ma all’estasi”.
Meneghello da anni pone il tema del linguaggio, della parola, dei libri, del limite, al centro della propria ricerca artistica che l’ha portato a “incontri” con Pasolini, Pavese, Borges, la Bibbia o filosofi contemporanei restituiti alla fruizione visiva attraverso opere che sono singoli fogli di carta che, attraverso stratificazioni di lettere battute con la macchina per scrivere e di fatto illeggibili, contengono fedelmente riprodotti interi testi degli autori.
L’inaugurazione si terrà giovedì 1 ottobre 2026 alle ore 18.
Simone Meneghello nasce a Milano il 3 settembre 1973. Dopo gli studi al liceo artistico I di Brera e all’Accademia di Belle Arti di Brera, sviluppa un percorso che trova espressione attraverso varie forme dell’arte visiva alle quali, fin dai primi momenti, affianca la composizione e la produzione musicale.