Dopo l’inaugurazione di ieri, il Salone dell’Alto Artigianato Italiano entra nel vivo all’Arsenale di Venezia, dove fino a domenica 4 ottobre migliaia di visitatori potranno scoprire il meglio della manifattura d’eccellenza nazionale attraverso esposizioni, dimostrazioni dal vivo, incontri, laboratori ed eventi culturali.
La manifestazione riunisce 163 artigiani provenienti da tutta Italia negli spazi monumentali delle Tese dell’Arsenale, sviluppandosi su 7mila metri quadrati dedicati al meglio del saper fare italiano. Un grande viaggio nel tempo che mette in dialogo tradizione, creatività, innovazione e trasmissione delle competenze tra generazioni.
La seconda giornata ha posto particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione di alcune delle lavorazioni più identitarie della laguna veneziana. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo, la tavola rotonda “Dialoghi sulla perla di Venezia – Custodi di un sapere unico”, dedicata all’arte della perla di vetro riconosciuta patrimonio immateriale dell’UNESCO, ha riunito istituzioni e maestre perlere per riflettere sul futuro di una lavorazione che continua a rappresentare uno dei simboli più preziosi dell’artigianato locale. L’evento rientrava nel Progetto “PERLE – L’Arte delle perle di vetro: dal museo alla scuola”, promosso dal Comune di Venezia e MUVE, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione del Veneto tramite il PR Veneto FESR 2021-2027. Durante l’incontro, Marisa Convento, Alessia Fuga e Paolo Moretti, presentati da Chiara Squarcina (direttrice scientifica della Fondazione MUVE), hanno raccontato quanto la perla veneziana, “oggetto piccolo ma sintetico” per la sua capacità di raccogliere in una minuscola superficie l’anima stessa del suo creatore, rappresenti in realtà un valore enorme per la sua storia millenaria, per la sua facilità di scambio e diffusione e per la grande varietà di tecniche e di espressioni cui può dare voce. Il riconoscimento UNESCO e la promozione attraverso iniziative, come il recente concorso internazionale “La tua perla per Venezia” a cura del Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane, testimoniano la sua attualità e anche la capacità di farsi comunione e incontro di popoli.
Grande interesse anche per l’anteprima del docufilm “Murrine Miniature di Vetro – Le meraviglie di un’arte millenaria che continua ad abitare in pochi millimetri di vetro” (realizzato dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo, attraverso l’Azienda Speciale Opportunità & Mercati, con il patrocinio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Veneziani) che racconta l’evoluzione della tecnica del vetro murrino dalle origini ai giorni nostri. Le miniature di vetro costituiscono un tesoro di capolavori della secolare tradizione artigianale di Murano. I vetri murrini – in alcuni casi con volti e figure – erano conosciuti dai tempi degli assiro-babilonesi, dal mondo greco-alessandrino e dai romani. Questa produzione cadde in disuso dopo l’invenzione della canna da soffio e riapparve a Murano verso la metà dell’Ottocento, continuando poi con grande successo, in particolare nel primo Novecento. Al momento sono pochissimi gli artigiani, tra cui alcuni stranieri, che mantengono in vita questa straordinaria arte che si è evoluta in oltre duemila anni di storia. Da qui l’idea di realizzare un docufilm che ripercorre l’evoluzione di questa eccellenza dell’arte vetraria di Murano, raccontandone i tratti più salienti fino ad arrivare alle testimonianze dei rari ultimi artigiani artisti, custodi di un’arte che conserva ancora moltissimi segreti.
Molto apprezzata anche la presentazione del documentario “Custodi. L’eredità culturale di Venezia” di Andrea Longhin, dedicato alle giovani generazioni impegnate nella conservazione e nel rinnovamento di antichi saperi come la lavorazione delle perle di vetro e il merletto di Burano. Antichi mestieri che hanno un unico filo conduttore: questi saperi possono continuare a vivere solo se vengono trasmessi alle nuove generazioni e, nello stesso tempo, reinterpretati e rinnovati nel presente.
Particolarmente significativa anche l’iniziativa “Mani che sanno, mani che fanno: gli artigiani maestri della conoscenza”, a cura dell’Archivio delle Mani Maestre di Gubbio. Un progetto che attraverso i calchi delle mani degli artigiani celebra il valore umano e culturale del lavoro manuale, trasformando il gesto artigiano in un patrimonio da custodire e tramandare. Protagonisti dell’appuntamento i fratelli Paolo e Francesco Zanon, fabbri veneziani che hanno collaborato per anni, tra gli altri, con Carlo Scarpa e testimoni di una conoscenza che vive ancora oggi nelle botteghe e nei laboratori della città.
Nel corso della giornata è stata anche rinnovata, da parte di Bureau Veritas, la certificazione ISO 20121 che, dal 2023, testimonia che il Salone dell’Alto Artigianato Italiano è gestito secondo i principi della sostenibilità. Un risultato ottenuto da subito e che oggi si conferma, riconoscendo l’impegno assunto da Vela spa nelle principali manifestazioni organizzate per conto del Comune di Venezia.
Il Salone prosegue fino a domenica con un calendario fitto di appuntamenti che comprende oltre un centinaio di laboratori al giorno, occasioni uniche per osservare da vicino tecniche, materiali e segreti delle lavorazioni artigianali. I visitatori possono inoltre scoprire la Tesa 113, curata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, dedicata a “I Mestieri dell’Arte”, uno spazio che racconta il valore delle professioni artistiche e dei saperi tradizionali attraverso dimostrazioni, incontri e attività di approfondimento.
La giornata di domani (sabato 3 ottobre) proseguirà alle 11.30, in Torre di Porta Nuova, con la conferenza “La scultura alla Scuola Grande di San Rocco e i rilievi lignei della Festa di San Rocco” che avrà come relatori Alfredo Baroncini (Guardian Grando Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco in Venezia), Franco Posocco (già Guardian Grando Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco in Venezia), Luisa Cioffi (scultrice Consorella Capitolare Arciconfraternita Scuola Grande di San Rocco in Venezia), Marco Scaramuzza (fabbro carpentiere), Giorgio Giuman (maestro vetraio), Lidio Soffiatti (ebanista restauratore). Modera Ermanno Rotondo.
Sempre in Torre di Porta Nuova, alle ore 15, sarà presentato il progetto pilota “Giovani artigiani. Valorizzazione e promozione delle produzioni tradizionali e culturali presenti nel sito UNESCO “Venezia e la sua Laguna” – a cura del Comune di Venezia, attraverso l’Ufficio UNESCO e in collaborazione con CNA Metropolitana di Venezia – per promuovere il ricambio generazionale nelle botteghe artigiane del Sito UNESCO Venezia e la sua laguna. Durante l’evento sarà illustrata l’esperienza di Sara e Tommaso, due giovani che da settembre si stanno avvicinando concretamente al mondo dell’artigianato veneziano, imparando direttamente dai maestri nelle loro botteghe. Particolare rilievo sarà dedicato alle due realtà che hanno accolto i borsisti: Atelier La Bauta, laboratorio che realizza accurate riproduzioni di costumi storici e maschere in cartapesta interamente lavorate a mano, e Spazio Legno, falegnameria artigianale impegnata in lavorazioni che coniugano tradizione e innovazione. Attraverso le testimonianze dei giovani protagonisti, delle imprese coinvolte e dei rappresentanti delle istituzioni, l’incontro offrirà una riflessione sul valore del saper fare artigiano come strumento di trasmissione di competenze, esperienze e valori, fondamentali per garantire continuità e innovazione alle produzioni tradizionali che contribuiscono all’autenticità del Sito UNESCO.
Alle ore 15.30, in Torre di Porta Nuova, sarà proiettato il docufilm “Murrine: miniature di Vetro. Le meraviglie di un’arte millenaria che continua ad abitare in pochi millimetri di vetro” prodotto dalla Camera di Commercio di Venezia. Il racconto parte dalla nascita del vetro murrino, apparso prima di Cristo, fino ad arrivare ai capolavori dei giorni nostri, spiegati attraverso l’evoluzione della conoscenza e della tecnica della lavorazione del vetro.
Alle ore 16.30 spazio alla musica nel Palco angolo Nappe con “MIIL HIVE”, storico trio della bassa friulana, che accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale tra le atmosfere della West Coast americana.
A seguire, alle ore 18.30, il Palco del Salone accoglierà, in collaborazione con il Festival delle Idee, il concerto di piano solo del musicista Roberto Cacciapaglia dal titolo “NonDual – A Glance Beyond”: si tratta di uno degli appuntamenti dell’ottava edizione del festival dedicato quest’anno al tema “Desiderio o Dovere”.
Il Salone resterà aperto fino a domenica 4 ottobre dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso 18.30), con apertura prolungata sabato 3 ottobre fino alle 20 (ultimo ingresso 19).
Per informazioni e biglietti è possibile visitare il sito internet www.saloneartigianato.venezia.it.
La campagna informativa del Salone dell’Alto Artigianato Italiano è sostenuta dal progetto “Venezia e la sua laguna: gestione e valorizzazione dei flussi turistici” finanziato dal Ministero del Turismo per la valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità.
Il Salone, che ha ottenuto dalla Regione Veneto la certificazione di fiera di rilevanza nazionale, sin dalla sua prima edizione è certificato in conformità alla norma ISO 20121, che attesta che l’evento è gestito secondo i principi della sostenibilità.
Partner istituzionali della manifestazione sono: Regione Veneto, Camera di Commercio Venezia e Rovigo, CNA Venezia, Confartigianato Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia oltre a Venis, AVM Spa e Gruppo Veritas.
Partner: Intesa San Paolo, Generali Italia e Consorzio di Tutela della DOC Prosecco.