04 Ottobre 2025 · Salone artigianato

Venezia celebra mestieri, storie e futuro. Domani ancora un giorno per visitare la terza edizione in corso all’Arsenale

Venezia celebra mestieri, storie e futuro. Domani ancora un giorno per visitare la terza edizione in corso all’Arsenale

È stata una giornata all’insegna della creatività, della tradizione, dell’eccellenza artigiana ma anche del restauro, quella vissuta oggi al Salone dell’Alto Artigianato Italiano. Tra il recupero della storica cantoria della Scuola Grande di San Rocco e la presentazione dell’“Archivio delle Mani Maestre”, il pubblico ha potuto scoprire come l’artigianato italiano custodisca il passato e costruisca il futuro.
Domani, la terza edizione in corso all’Arsenale di Venezia offrirà ancora l’occasione di scoprire mestieri unici, storie straordinarie e progetti che guardano al futuro. Una giornata conclusiva che invita il pubblico a scoprire ancora una volta la ricchezza dei mestieri d’arte, intrecciando riflessione, cultura e spettacolo. Oltre alla visita dei 161 stand degli espositori, il Salone si conferma anche luogo di confronto e approfondimento, capace di accogliere dibattiti, presentazioni e momenti di riflessione sul presente e sul futuro dell’artigianato.

Tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato questa terza giornata, si è tenuto il convegno dedicato al restauro della grande cantoria della chiesa della Scuola Grande di San Rocco, realizzato grazie al lavoro delle maestranze artigiane venete. Un esempio concreto di come l’artigianato non sia solo custodia del passato, ma anche motore di valorizzazione e innovazione. A sottolinearne l’importanza sono stati gli interventi di Franco Posocco, Guardian Grando della Scuola, di Alfredo Baroncini, confratello, e di Luisa Cioffi, scultrice e consorella, che hanno messo in luce l’impegno della Scuola nella tutela delle opere antiche e nella promozione di espressioni artistiche contemporanee. La cantoria della Scuola Grande di San Rocco – maestosa macchina scenica che veniva allestita nelle occasioni di celebrazioni sacre – è infatti stata oggetto di un elaborato e complesso intervento di recupero, durato circa 10 anni. Costruita nel 1789 e poi dismessa nel 1927, la monumentale struttura effimera settecentesca era stata poi smontata e ricoverata in diversi magazzini, sino al suo ritrovamento nel 1995. Un lungo percorso di recupero articolato per fasi – dalla catalogazione delle sue componenti al ripristino strutturale, dalla pulitura delle superfici al restauro degli apparti decorativi sino alla ricomposizione in situ – ha comportato il coinvolgimento di un enorme numero di maestranze e artigiani per ogni singola componente e ha permesso di riportare nella sua sede originaria un’opera altrimenti perduta, restituendola alla Scuola di San Rocco e a tutta la comunità veneziana. Un esempio virtuoso di tutela del patrimonio storico artistico e di collaborazione tra istituzioni e competenze che la Scuola Grande di San Rocco opera in modo costante nella sua mission istituzionale, accanto a quella delle opere di beneficenza a vantaggio del territorio.

Altro momento centrale della giornata è la presentazione, alle ore 17 in Torre di Porta Nuova, del progetto “Archivio delle Mani Maestre” a cura di Gypsea, che vedrà confrontarsi sul tema Alessandro Marzo Magno e Patrizia Ramacci, curatrice del progetto. Dal ritrovamento di una serie di calchi in gesso della metà del ‘700, sui cui bordi sono ancora riconoscibili le impronte digitali degli artigiani che li avevano eseguiti, nasce l’idea che anima un progetto straordinario: creare un archivio che raccolga e registri i dettagli e il vissuto delle mani degli artigiani e dei maestri d’arte del nostro tempo, per fissarli nel presente e consegnarli alla memoria futura. In un tempo in cui la riflessione sul futuro affronta il tema delle super-competenze e dell’intelligenza artificiale, le mani restano lo strumento per la ricerca di un contatto umano, primo momento di un incontro di menti, simbolo della felicità nel riconoscerci come simili. È così che nasce l’Archivio delle Mani Maestre, grazie a Patrizia Ramacci, artigiana dello stucco in Gubbio. Una collezione dei calchi delle mani che hanno fatto e continuano a far vivere il mito dell’artigianato italiano. Patrizia ha iniziato a prendere i calchi delle mani dei suoi colleghi, artisti e depositari di un saper fare che sentiva dovesse essere tramandato, in un simbolico stringersi di mani che tanto hanno dato e il cui calore è ancora percepibile nell’impronta delle linee che raccontano la vita a chi le osserva, senza il bisogno di sentirsi per forza chiromanti. L’Archivio è occasione di raccolta, di ricerca, di dibattito e di esposizione al pubblico, ed è approdato a Venezia nell’edizione 2025 del Salone, dove la stessa Ramacci ha raccolto i calchi di artisti, artigiani e maestri che espongono il frutto della loro arte. Un riconoscimento meritato, perché rappresenta l’espressione concreta del fare italiano, attraverso i mille volti di un’identità da preservare e valorizzare.
Di seguito il programma di domani, domenica 5 ottobre 2025 che prevede diversi appuntamenti: dal confronto sulle produzioni tipiche veneziane e sulle prospettive future del patrimonio artigianale, alle letture in musica dedicate ai mestieri della laguna, fino alla presentazione del volume I graffiti di Venezia, che svela segni inediti custoditi all’Arsenale. A completare la giornata, la performance artistico-musicale di Zanta Pianoforte insieme a Barone Italia e la possibilità di visitare per l’ultima volta la mostra “L’arte di vivere in laguna”.

Domenica 5 ottobre, ore 11
“Tipicamente veneziano. Valorizzazione e promozione delle produzioni tradizionali e culturali presenti nel Sito UNESCO”
Incontro aperto, promosso dal Festival delle Idee, sul tema Storia e prospettive di sviluppo delle produzioni artigianali e delle produzioni locali tradizionali con ospiti trasversali della cultura, della sanità, dell’imprenditoria, del mondo accademico e economico veneto, figure dotate di conoscenze e expertise per farsi portavoce di un excursus ragionato sulla storia, le tradizioni, l’ambiente, i “mestieri” della Venezia di un tempo e sulla loro evoluzione e trasformazione nella contemporaneità. Con “Immagina. La via dei Talenti”, quest’anno il Festival delle Idee si interroga su due temi distinti ma complementari, l’Immaginazione e il Talento, la capacità di vedere “oltre”, di immaginare grandi e piccole rivoluzioni future e il dono di saperle concretizzare. E allora quello di “ascoltare” la nostra immaginazione diventa un invito aperto a tutti: a chi sogna a occhi aperti, a chi ha il coraggio di vedere il futuro anche quando sembra impossibile, a chi si interroga, a chi cerca nuove strade. Per capire dove può portarci l’immaginazione, come può ribaltare prospettive, svelare orizzonti nascosti e trovare soluzioni dove c’erano solo domande. Un invito a sognare in grande, a immaginare con audacia. Perché immaginare è il primo passo verso il cambiamento. “L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo”, sosteneva Albert Einstein.
Interverranno: Pietro Contaldo (presidente IgersItalia); Marisa Convento (titolare Venetian Dreams); Matteo Masat (direttore Confartigianato Venezia); Roberto Paladini (segretario metropolitano CNA Venezia); Massimo Zuin (direttore servizi socio-sanitari ULSS3 Serenissima / presidente Arteven); Modera Francesca Ponzecchi (founder e co-owner Blum Vision).

Domenica 5 ottobre, ore 15
“Festival delle Idee – Armonie di sale e pepe. Storie di pescatori, vetrai e ricamatrici”
a cura del Festival delle Idee.
Letture in musica sulle arti e i mestieri della tradizione veneziana con Mirko Artuso e l’accompagnamento musicale di Giovanni dell’Olivo e Serena Catullo.

Domenica 5 ottobre, ore 17
Presentazione del volume “I graffiti di Venezia. L’Arsenale, Lineadacqua edizione, 2025
Incontro con gli autori Desi Marangon e Alberto Toso Fei.
Partendo da incisioni e graffiti rinvenuti tra le antiche mura dell’Arsenale, il volume racconta la storia di quella che fu l’“Officina delle Meraviglie” della Serenissima. Frutto di tre anni di esplorazioni, ricerche e studio, il libro porta alla luce segni finora inediti, rivelando una Venezia nascosta e affascinante.
Questa pubblicazione si inserisce nel solco tracciato con I graffiti di Venezia, arricchendo una collana ideale che intreccia archeologia urbana, memoria e narrazione.

Domenica 5 ottobre, ore 17
Performance musicale di Zanta Pianoforte insieme a Barone Italia
Ingresso Tesa 89 fronte Darsena Grande.
Live Performance di Barone Italia. Quando la musica di Zanta Pianoforti incontra l’alto artigianato di artisti del metallo. Specializzata nel trattamento superficiale dei metalli, Barone Italia è un punto di riferimento nel settore. Materiali come ferro, acciaio, alluminio, ottone, rame, zama e legno vengono trattati nel pieno rispetto delle loro caratteristiche. Opere su commissione in metallo ispirate alla natura in cui si mescolano la passione e l’impegno per l’eccellenza.

Torre di Porta Nuova – ingresso piano terra
Mostra “L’arte di vivere in laguna: strumenti e saperi
dal 2 al 5 ottobre, ore 10.00-19.00

Il Salone dell’Alto Artigianato Italiano è promosso dal Comune di Venezia e organizzato da Vela Spa nell’ambito del progetto “Venezia e la sua laguna: gestione e valorizzazione dei flussi turistici” finanziato dal Ministero del Turismo per la valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Partner istituzionali della manifestazione sono: Regione Veneto, Camera di Commercio Venezia e Rovigo, CNA Venezia, Confartigianato Venezia, Fondazione Musei Civici Venezia oltre a Venis, AVM Spa e Gruppo Veritas.
Partner: Intesa San Paolo, Generali Italia e Consorzio di Tutela della DOC Prosecco.

Per informazioni e biglietti è possibile visitare il sito internet www.saloneartigianato.venezia.it.

 

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